lunedì 17 maggio 2021

Sharing mobility – New mobility by bus

Master Automotive management

Carlo Baggiani lecturer at
Master Automotive Management & New Mobility

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Special thanks to rodolfo montrone and all participants
#automotive #mobility #management #aviation #bus #intercity



Electric vehicles

 Clean mobility accessible to rich buyers only, has no impact on carbon emissions

Stellantis' Carlos Tavares on Electric mobility shares the doubts of Toyota (and me)

Carlos Tavares (Stellantis): “L'auto elettrica è imposta dai governi nazionali” - Il Sole 24 ORE


lunedì 25 gennaio 2021

Gli scenari del trasporto dopo il 2020 - Webinar del 14/1/2021

 


Di seguito il testo del mio intervento al webinar del 14/1/2021


L’obbiettivo del mio intervento è quello di dare una mano a capire lo stato attuale del trasporto intercity.

Non c’è nulla di bello da capire.

In Italia gli operatori sono fermi o si muovono con un’offerta ridotta all’osso.

Gettando lo sguardo sui mercati esteri, possiamo dire che anche fuori dal Belpaese non si vedono motivi per rallegrarsi; se mal comune fosse mezzo gaudio, avremmo un buon punto di partenza.

 

Volendo provare a sintetizzare lo stato d’animo degli operatori del trasporto intercity, potremmo porci tre domande.

 

La prima è: quando “si riparte”?

La risposta in questo caso è molto semplice, e la riassumo in 3 parole: nessuno lo sa.

Le linee intercity o commerciali devono tipicamente servire più Stati, o almeno 3 regioni, o particolari esigenze turistiche; cioè rispondono a dei bisogni di mobilità, che attualmente è impedita.

“Si riparte” quando l’OMS o l’ISS ci permetteranno di muoverci, e nemmeno loro sanno quando questo potrà accadere.

Ci sono delle linee che rimangono attive, in particolare quelle che collegano le aree più disagiate dal punto di vista della mobilità. Possiamo immaginare queste imprese come delle benefattrici, o, a ben guardare, degli imprenditori capaci che agiscono primariamente per il piacere di farlo, per la passione che da sempre mettono nella loro impresa.

 

La seconda domanda che si fanno gli operatori è “cosa fanno i big”.

Certamente non se ne stanno con le mani in mano.

È necessario seguire con scrupolo scientifico l’andamento della mobilità, cercando di prevederne le dinamiche nello spazio e nel tempo.

È necessario prevedere quali nuovi bisogni di mobilità scaturiranno dalla nuova normalità.

È necessario fare delle ipotesi di collegamenti e di network conseguenti alle analisi precedenti, magari ipotizzando anche dei passaggi progressivi.

(lo dico tra parentesi: sarebbe bello che queste nuove esigenze fossero assecondate dalla normativa di settore, impostata su bisogni lontanissimi da quelli che abbiamo qui e oggi)

 

La terza domanda degli operatori delle linee intercity è “cosa facciamo oggi”

La fantasia dell’Imprenditore italico non ha limiti: mi raccontano che un vettore che stimo moltissimo si è riciclato in fornitore di sistemi di sanificazione; altri danno una mano al TPL.

Ciò che mi sento di sconsigliare è di stare ad aspettare i ristori statali.

Sono abbastanza navigato per rendermi conto di sprecare il fiato a suggerire la soluzione più semplice e, probabilmente, più efficace: le nostre aziende sono troppo piccole da sole, unire le forze aiuta sempre.

 

Concludo con un’osservazione tanto scientifica da sembrare filosofica. Il 2 giugno, dopo la parziale riapertura successiva alla prima ondata, si registrò una forte mobilità delle persone verso le coste, anche lacustri; la gente si muoveva in regione, ma si muoveva. Il 23 giugno, con le regioni di nuovo aperte, oltre alle coste si riempirono Roma, Napoli e Venezia, si viaggiava. Il Politecnico di Milano che analizzò questo fenomeno, si espresse con una frase poco scientifica ma tanto evocativa: “alla riapertura i viaggi sono ESPLOSI”.

La mobilità si sta preparando, e riprenderà: intanto, facciamo nostro il motto dei boy-scout: “ESTOTE PARATI”.


giovedì 3 dicembre 2020

Hybrid vehicles

Prima bugia smascherata: gli autoveicoli ibridi plug-in inquinano molto di più di quanto dichiarato; qui lo studio di transportandenvironment.org



Aspetto che ci dicano qual è la vera impronta ambientale degli elettrici puri (seconda bugia, ancora da smascherare)



BUS is not the problem, but THE SOLUTION

 We are finally on the good way.

Thanks to IRU - International Road Transport Union - and to POLIS - Cities and Regions for Transport Innovation

https://www.iru.org/system/files/20201124%20%20IRU%20Polis%20Pledge%20UVAR.PDF

Stakeholders’ Pledge to Enhance Collective Mobility in Cities Coach travel in, around and between European cities





giovedì 22 ottobre 2020

Self guided sharing mobility

Self guided sharing mobility is the future? Certainly not; it is the present: today already in the network of Alsa


http://www.nexotrans.com/noticia.asp?ref=96864&cadena=alsa&como=2

Tribute nexotrans.com

giovedì 6 agosto 2020

Hydrogen: a realistic step forward

Is Hydrogen the future realistic fuel for intercity transport?

Energy content of energy carriers

(image from IRU.org)

The European Commission’s new hydrogen strategy

Read the IRU comments


venerdì 10 aprile 2020

200 of the largest ships produce as much sulphur as all the world’s cars. The answer to my previous post.

Cleaning up the shipping industry (Article from Government Europa ...

On FT an analysis of shipping pollution. My opinion is: ships produce globally much more pollution than cars. All types of transport need to improve their emissions.

Here the link:
Suplhur pollution produced by ships
Tribute: Financial Times


mercoledì 8 aprile 2020

Traffic pollution - Good to know

Is traffic pollution a fake news? Certainly not, but transportenvironment.org give an easy and useful contribution to the matter in the post below


Tribute: transportenvironment.org

Luxury cruise giant emits 10 times more air pollution (SOx) than all of Europe’s cars – study

P.S.: what about commercial shipping?

lunedì 3 febbraio 2020

Reduce PM 2,5 in the city? Washing roads may be an option!

Agitalab examined the effect of washing roads in the days of high pullution; the analysis is related to the only town of Torino, but seems quite interesting.

mercoledì 11 dicembre 2019

L'autobus è un attore chiave per conseguire una mobilità più sostenibile

Emisiones de gases de efecto invernadero por medio de transporte.

Il mezzo di trasporto pubblico più usato è anche quello meno inquinante. Scontata conferma di quanto non si vuole comunicare, ma si sa ormai da tempo.


El autobús es un actor clave para conseguir una movilidad más sostenible

Tribute Nexotrans

CO2? Dipende dal paese. In Germania una Tesla inquina più di una Mercedes Diesel

Risultato immagine per processo produttivo industriale automobile

Ormai appare chiaro che, dal punto di vista dell'inquinamento globale, la mobilità elettrica NON è la soluzione. Lo conferma anche questa pubblicazione pubblicata da Microsoft. Eppure, tutti applaudono la riconversione dal motore termico a quello elettrico.

La riduzione delle emissioni di Co2 imposta (solo) alle auto non è sostenibile, nell'immediato, da parte dell'industria. Allora, non sarà il caso di frenare la morte assistita dell'industria dell'auto? I risvolti occupazionali si preannunciano catastrofici in tutto il mondo, ma le azioni intraprese a livello legislativo sono sbagliate e vanno cambiate subito, sperando che non sia già troppo tardi.
Allora, non sarà il caso di frenare la morte assistita dell'industria dell'auto?

CO2? Dipende dal paese. In Germania una Tesla emette più di una Mercedes Diesel

Da msn.com

martedì 22 ottobre 2019

Trasporti e Politica in Italia

Aumentare le tasse sul trasporto condiviso non è una scelta a favore dell'ambiente.
Il governo italiano riduce le agevolazioni fiscali per gli autobus più vecchi.
Ecco il link all'articolo Ferpress https://www.ferpress.it/manovra-anav-asstra-denunciano-taglio-del-rimborso-accise-penalizzato-trasporto-pubblico/

giovedì 12 settembre 2019